Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

giovedì 20 gennaio 2011

Chi ha voglia si legga questo articolo di Petrini, mi sembra fonte di interessanti riflessioni e discussioni.
Erika
http://www.repubblica.it/ambiente/2011/01/18/news/cemento_distruttivo-11348928/?ref=HRER1-1

domenica 16 gennaio 2011


versione 1 o versione 2 ?

secondo me la 1 funziona meglio... senza scritta si capisce meglio che siamo nel 2060 ( la goccia)
secondo voi ??

venerdì 14 gennaio 2011

Gino, dove sei?

Partecipate al prossimo incontro!

Nel prossimo incontro, fissato per giovedì 27 gennaio alle 18.00 allo studio 70m2, daremo priorità alla formazione di gruppi di lavoro che svilupperanno i vari temi-idee emerse in tutti questi mesi o anche nuove proposte che è il momento di elaborare. L'obiettivo è di arrivare ad un risultato concreto e tangibile da mostrare nella prima "comparsa in pubblico", per la quale dobbiamo definire anche una scadenza.
Inoltre dobbiamo definire tempi e modalità della prima azione riguardante le "Seed Bombs" che Madre Natura ci "impone" di collocare intorno al mese di marzo.
Perciò il prossimo appuntamento sarà particolarmente importante.
Speriamo che la partecipazione lo sia altrettanto ...

Lucia

lunedì 10 gennaio 2011

Primo appuntamento 2011

... e siamo già al 2011 .... - 49 al 2060 ... mi unisco a Carmelo per sollecitare concretezza e determinazione per la nostra prima comparsa in pubblico.
Intanto confermiamo il primo appuntamento dell'anno per giovedì 13 gennaio alle ore 18.00 a 70m2 (il nostro spazio è nuovamente sgombero e fruibile!!!)

Lucia

Artisti per favore, ancora uno sforzo!!!

Utopie di Landy Rakoto (dal sito consigliato da Giulia)

Buon anno a tutti, si riparte?
E’ proprio vero, il numero di artisti nel gruppo è davvero esiguo (pochi ma buoni) ma non scoraggiamoci; sono certo che appena cominceremo a “farci vedere” troveremo dei nuovi proseliti e/o adepti.
Già, farci vedere, è proprio di questo che vorrei discutessimo al prossimo incontro. Vorrei proporvi un “ordine del giorno” con questo solo punto, per una volta senza “varie ed eventuali”.
Abbiamo parlato tanto nei nostri incontri, scritto sul blog di molti spunti e argomenti diversi, tanta carne al fuoco ma con il rischio che alla fine si “bruci”... anche l’entusiasmo.
Mi sembra che concordiamo tutti sul fatto che Livorno 2060 (ma perché no anche Livorno 2011-12-13 etc.) debba essere sostenibile perchè la sostenibilità conviene a tutti: abitanti, amministratori e attività produttive. Le energie rinnovabili convengono a tutti. La mobilità sostenibile conviene a tutti.
Proviamo a concentrarci e a produrre qualcosa sul tema delle "convenienze" offerte dalla città sostenibile per eliminare gli alibi, superare le inerzie, promuovere l'impegno di tutti i soggetti che costruiscono, amministrano, gestiscono e vivono la città; solo in questo modo riusciremo a superare le difficoltà realizzative e l'arretratezza della cultura imprenditoriale e urbana. Proviamo a dimostrare che la convenienza di attente scelte ambientali-energetiche ha forti ripercussioni sui modelli economico –gestionali e che le innovazioni tecniche (di prodotto e di processo nella costruzione/trasformazione della città) possono dare ottimi risultati in termini di risparmi non solo economici ma anche in termini di minor consumo e sfruttamento del territorio.
Ma la città non solo consuma: mangia. Mangia il cibo, ma anche il territorio necessario per produrlo. I flussi creati da un insediamento urbano per la sua alimentazione sono molto intensi, importanti e ovviamente ineludibili. La sostenibilità riguarda tutti gli aspetti di questa funzione: la produzione, la trasformazione, la distribuzione, la logistica. E non c'è solo un aspetto quantitativo: pensiamo alle emissioni di CO2; abbiamo cibi che provengono da migliaia di chilometri. Valorizzare la località delle produzioni (il concetto di chilometro zero) significa ridurre le emissioni e promuovere l'economia locale ma anche ridurre la disponibilità varietale e, per certi versi, anche culturale di cibo. si è vero forse non mangeremo uva a gennaio e fragole a febbraio ma è poi così importante?
Basta con le elucubrazioni, dobbiamo proprio passare all’azione e decidere prestissimo da cosa partire e come muoverci. Condivido il suggerimento su piccoli gruppi che potrebbero cominciare a lavorare insieme, mi piace molto l’idea di una multidisciplinarità con artisti (se possibile) musicisti e architetti etc..
Marco ci ha indicato il sito francese con gli orti urbani, ci sono tantissime esperienze in tutta Europa e diverse anche in Italia. I Comuni di Ferrara e Piacenza, ad esempio, hanno regolamentato con specifiche linee guida “L’adozione di aree verdi pubbliche”. Nel cuore dell’Emilia Romagna, tra le case e i palazzi di Ferrara e Piacenza, fioriscono angoli verdi. Merito del progetto “La città degli orti”, avviato con il contributo della Regione. Obiettivo dell’iniziativa è recuperare gli spazi verdi inutilizzati, e al tempo stesso promuovere l’utilizzo di pratiche sostenibili di gestione del terreno in città e di forme di produzione e acquisto solidali. Gli orti urbani, in particolare, conquistano per la loro capacità di favorire il recupero del rapporto diretto con la terra e con il cibo, di costruire aggregazione sociale e di risparmiare senza rinunciare alla qualità.
Proviamo a proporre qualcosa del genere all’amministrazione comunale, è proprio su questo tema che vorrei lavorare. Mi piace l’idea di Marta di una installazione mobile verde. Una sorta di “Orto-Teatro” galleggiante, una riedizione del Teatro del Mondo di Aldo Rossi a Venezia. Abbiamo bisogno di uno o più artisti che lavorino con noi li troveremo?

Carmelo