Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

domenica 26 settembre 2010

Al lavoro

Il lavoro di Gino

La calura era veramente opprimente e Gino non aveva molta voglia di uscire, ma aveva ricevuto l'inattesa telefonata dall'amico muratore che stava facendo dei lavori di isolamento in un'antica palazzina in zona Stazione e l'occasione era troppo interessante. Dovevano stendere sulle pareti uno strato di feltro di lana di pecora, uno degli isolanti naturali più economici e diffusi da quando l'industria laniera, a causa dell'aumento della temperatura, era stata convertita ed il prodotto degli estesi allevamenti ovini del continente australe veniva destinato all'edilizia. Durante la spicconatura per rimuovere le precedenti applicazioni di prodotti poliuretanici, ora proibiti, una paretina aveva ceduto ed un sottoscala pieno di vecchi pc era apparso. Lapo, il muratore con cui Gino era in contatto per avere proprio queste informazioni, lo aveva subito chiamato.

Gino era una specie di antiquario, ma quello che lui cercava non erano vecchie suppellettili, dipinti, manoscritti o statue e nemmeno oggetti di modernariato o apparecchiature obsolete in disuso: quello che lui cercava erano i file. Erano questi il bene prezioso.

Nel 2029 una grande epidemia da virus aveva causato la distruzione quasi totale dei dati e degli archivi informatici di intere popolazioni, specialmente nell'Unione Europea, da dove era partita. Fu la più grande infezione informatica di sempre, che cancellò i dati di centinaia di milioni di pc, netbook, portatili, cellulari, in gran parte dislocati dalle nostre parti. Si credette all'inizio ad un attacco terroristico o ad un colpo di stato su scala continentale, invece l'origine del disastro fu un fatto molto più casuale ed apparentemente innocuo.

Dei ragazzini tedeschi della Bassa Sassonia avevano trovato in un armadio abbandonato ai cassonetti un vecchissimo pc e per pura curiosità se lo erano portato a casa per vedere se funzionava ancora. Nel 2029 i sistemi operativi erano completamente diversi da quello installato su quella carcassa, che addirittura montava un windows98 del secolo scorso; i vari windows, osx, android, symbian erano ormai dismessi da tempo ed i software antivirus erano stati tutti completamente riscritti per le nuove piattaforme.

Questo pc ritrovato era purtroppo un vero e proprio serbatoio di antichi virus e file infetti e probabilmente era stato abbandonato proprio per questo. Gli “Oscar” di infettività del tempo c'erano proprio tutti: dal Morris, il primo virus trasmesso in internet nel lontanissimo 1988, al Kournikova, quello che si lanciava cliccando sulla sexy-foto della omonima formosa tennista, o al Melissa, un file word di una frase dei Simpson, che alla sua apertura annientava tutti i file doc (il nome Melissa era stato adottato dall'inventore come gentile omaggio ad una spogliarellista della Florida: evidentemente questi giovani hacker, quasi tutti minorenni, nella loro esuberanza ormonale erano assai sensibili alle procacità femminili) o Iloveyou, un'email con questa intestazione, che una volta aperta – chi poteva resistere ad una esplicita dichiarazione d'amore? - non solo infettava il pc, ma si auto inviava a tutti i contatti della rubrica, propagandosi esponenzialmente.
E poi ancora il nefasto Conficker, sul cui autore all’epoca fu messa una taglia di 250.000 dollari, ed il Netsky ed il Sasser, inventati proprio da un diciasettenne tedesco di quelle parti, che per prima cosa annientavano l’antivirus ed era quindi pressochè impossibile evirarli, se non riformattando.

La totale riscrittura dei sistemi operativi aveva fatto pensare che i codici dei vecchi virus fossero ormai del tutto obsoleti e quindi innocui (si trattava in effetti di roba di 30\40 anni prima); il fatto è che questi programmi infestanti erano stati molto ben progettati (Robert Morris diventò un eminente professore del MIT) e purtroppo funzionarono benissimo nei nuovi ambienti software, come se fossero riusciti a mutare geneticamente, penetrando indisturbati nel sistema, completamente ignorati dalle protezioni antivirali.
I ragazzi ammattirono un po' ad avviare il vetusto pc ed a connetterlo alla rete, ma come ci riuscirono, la micidiale miscela di appestatori entrò in azione repentinamente, devastando in poche ore centinaia di milioni di apparecchi. Già nel '29, come adesso, tutto era collegato con tutto: il mondo era una grande rete che interconnetteva pc con cellulari, tablet con stampanti, tv con hard disk, navigatori con modem... via cavo, wireless, dai satelliti, con le fibre ottiche ….non c'erano limiti alla connettività e la diffusione del morbo fu capillare. Naturalmente i grandi sistemi, quelli degli apparati militari, degli uffici governativi, delle banche, delle grandi catene commerciali, avevano retto bene, mentre erano stati inesorabilmente colpiti ed annientati i sistemi delle piccole amministrazioni, degli uffici, degli artigiani, degli studi professionali e soprattutto quelli delle famiglie. E' qui che il danno era stato totale: nessuno aveva più una foto, un filmato, una voce registrata di figli, amici, parenti ... il ricordo di una festina di compleanno, di una gita scolastica, di una vacanza alle Maldive... Erano sparite anche lettere, documenti, archivi, rubriche, file musicali... tutto.

Il fatto grave è che dopo la proclamazione dei dieci Grandi Obiettivi per il Risparmio Energetico, la stampa era andata scomparendo: si usava solo il formato digitale. Libri, giornali, documenti, fotografie, certificati, cartelle cliniche, progetti, esistevano solo come file. In Italia aveva ceduto anche l'ultimo baluardo: la IA (Intenzione di Attività: bastava il solo ipotizzare un intervento edilizio per dover preventivamente depositare in Comune un numero spropositato di dichiarazioni) dal 2027 si inviava per email.
In effetti l'eliminazione della stampa cartacea fermava la produzione di cellulosa e quindi l'abbattimento di piante, eliminava le fabbriche dei prodotti chimici per gli inchiostri, annullava il movimento quotidiano dei mezzi per la distribuzione dei giornali…. i vantaggi per l'ambiente erano notevoli.
Di contro nessuno aveva più in casa un libro, una foto, un album, (se non quelli antecedenti al GORE) e tutto si guardava a video; nelle case erano rimaste solo poche foto ingiallite e vecchi libri consunti; in più, per avere sempre tutto appresso sui device portatili, ogni cosa era stata scansionata e gli originali erano stati distrutti o smarriti.

I virus ci portarono via gli unici ricordi che avevamo di decenni di affetti, passioni, sogni....

Gino era dunque un antiquario che rovistava tra soffitte e cantine alla ricerca di vecchi mobili che contenessero un floppy, una microcard, una pennina con i dati ancora integri, o in mezzo a edifici abbandonati dove ancora si poteva nascondere un Acer o un Dell con il suo hard disk miracolosamente scampato. Aveva la sua rete di informatori, che lui pagava bene e lo avvisavano in anteprima di qualche ritrovamento interessante, come nel caso della parete demolita dal muratore Lapo.
Ora fremeva dal desiderio di mettere le mani su quella scoperta; il giorno prima aveva promesso ad Ilio, suo fratello, che sarebbe passato a dargli una mano in questi giorni in cui lui era sommerso dal lavoro, ma la grande novità lo costringeva ad annullare tutto. Avrebbe solo accompagnato a scuola i nipotini; Gino non aveva figli ed era molto affezionato ai bambini di Ilio, Googla e Nokio (i nomi ispirati alla tecnologia erano ormai di uso comune) e non perdeva occasione per stare un po' con loro.

Ilio era veramente occupatissimo: erano appena usciti i manuali del nuovo smartphone dell'HTC, dalla configurazione assai complessa e per gli Esempi c'era molto da fare. L'agenzia di Ilio, dopo una severissima selezione, era stata ingaggiata dall'HTC per gli Esempi italiani e questa nuova linea di prodotti stava mettendo Ilio sotto pressione.

Dalla fine degli anni 30 ogni produttore di qualsiasi dispositivo che necessitava di esemplificazioni per il suo settaggio o funzionamento aveva organizzato una rete capillare di “Personificatori degli Esempi “– detti più comunemente “Esempi” – a disposizione 24 ore su 24 degli utenti.
Indagini di mercato ed alcune clamorose sentenze avevano indotto le società di hi tech a creare il loro servizio degli Esempi. Ci si era accorti che se nel manuale di istruzioni per configurare rubriche, client di posta, agende, database, etc, si rappresentava una schermata esemplificativa con nomi e dati fittizi – il tipico sig. Rossi in Italia o monsieur Dupont per i francesi – un numero insospettabilmente elevato di utenti provava davvero a telefonare o a mandare un'email a quei finti recapiti, senza poi, ovviamente, ricevere alcuna risposta.
Queste mancate risposte a così tanti clienti, producevano un malcontento e quindi un'immagine negativa delle società produttrici e addirittura c'era anche chi aveva fatto causa alla Nokia o alla Apple. Con sgomento degli industriali un giudice americano aveva sentenziato che la grave forma depressiva in cui era sprofondata una signora settantenne, perché nessuno le rispondeva mai dal numero di cellulare messo nell'esempio delle istruzioni del suo nuovo iPhone11, andava risarcita con una cifra astronomica. La signora aveva potuto dimostrare che chiamava quel numero in assoluta buonafede ed aveva passato giorni e notti intere accanto al suo apparecchio in attesa di una risposta mai arrivata da Miss Jane Appleseed, che oltretutto abitava in Texas come lei, come chiaramente riportato nella rubrica (esemplificativa).

A tutti coloro che utilizzavano i dati degli esempi per fare una chiamata o mandare un'email, Ilio rispondeva prontamente che la configurazione era stata fatta bene e che lui, il sig. Rossi in persona, era sempre a disposizione.

Gino stava già fantasticando. Chissà che cosa avrebbe trovato in quel ripostiglio: le foto ed i filmati familiari erano comprensibilmente la cosa più ricercata, ma anche le amene immagini di scorci di boschi e prati ormai essiccati dalla grande calura, un outlook pieno di vecchie email d'amore, una cartella con antichi dwg di progetti mai realizzati a seguito della distruzione pestifera dei disegni, avevano il loro valore.
Tutti i documenti indirizzati ad uffici, enti, etc, per legge dovevano essere consegnati all'Ufficio per la Ricostruzione degli Archivi, ma per tutto il resto era ammesso il libero mercato. Una volta ritrovati dei dati ancora integri era facile risalire ai soggetti interessati, che erano ben contenti di pagare una lauta ricompensa pur di recuperare qualcosa della memoria familiare perduta.
In quei momenti Gino avrebbe potuto farsi dare qualunque cifra, ma lui non era mosso dall'avidità: era felice mentre in silenzio osservava due nonni incanutiti a cui riapparivano i volti seriosi dei nipotini, ora adulti, il giorno della prima comunione a Sant’Jacopo….il pingue avvocato che fieramente si ammirava, giovane e snello, nel videoclip di una gagliarda partita di calcetto ingegneri-avvocati giocata alla Cigna in una lontana serata di primavera.…l'attempato vecchietto mentre riascoltava l'amata playlist che l'accompagnava quando, intemerato jogger, agli inizi del secolo faceva Nautico – Miramare e ritorno tutto di un fiato (ignaro dei gravi rischi cardiaci) …. la coppia di maturi coniugi che grazie a Gino aveva recuperato l'iNozze (un iPad caricato con le foto dello sposalizio, un regalo agli sposi molto in voga decenni addietro) con le immagini dei perigliosi baci scattate il lieto giorno sulle più impervie scogliere di Calafuria …..niente lo gratificava quanto il lampo di commossa gratitudine che vedeva nei loro occhi.

2 commenti:

  1. Bravo/a? Gino buona penna!
    La tua identità si sta però svelando secondo me. Archietto/a + smanettone/a di computer.
    ottimo contributo
    Luca

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