Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

venerdì 29 ottobre 2010

PROSSIMO INCONTRO

Il prossimo incontro è stato fissato per mercoledì 10 ottobre alla galleria di via Michon alle ore 18.00.

Aggiornamenti dopo l'incontro di Mercoledì 27 ottobre

Mercoledì scorso alla galleria Michon non eravamo molti ma rispetto alle riunioni passate mi sembra che siano state prese decisioni più concrete. Ormai direi che l'argomento "verde" è stato eletto come il primo da affrontare. Dico primo e non unico perchè ce ne sono molti altri altrettanto importanti e stimolanti che sicuramente saranno ripresi e sviluppati. Ma da qualcosa dobbiamo partire e l'idea di seminare fisicamente (semi) e metaforicamente (idee, progetti) che tra 50 anni saranno visibili e concreti, mi sembra perfetta per un inizio.
Poi c'è stata la proposta di Alessandra di scrivere un articolo per Il Tirreno che ha portato alla necessità di concretizzare qualcosa. A parte le risposte alle domande da lei formulate ci ha chiesto qualche foto significativa sia del gruppo in riunione che di ciò che vorremo proporre in materia di "verde pubblico". Vista l'impossibilità per il momento di fornire un'immagine progettuale più o meno realistica e la volontà di non svelare troppo su quelle che saranno le nostre prime "azioni", abbiamo deciso (nello scorso incontro, appunto) di elaborare un fotomontaggio volutamente irrealistico e che diventi simbolico di ciò che ri-proporremo più concretamente nei prossimi mesi. Ieri sono stati fatti due tentativi da me (Piazza del Municipio) e da Nicoletta (Piazza della Repubblica). Il primo volutamente esagerato ed anche un pò ironico nei confronti della tendenza livornese a piantare palme ovunque, il secondo altrettanto provocatorio e forse più "bucolico". Da notare la presenza, nella ambientazione davanti al municipio, di un grande scimmia, inserita da Giulia che propone di farla diventare "protagonista" del nostro LOGO (in fase di studio).
Comunque se qualcuno vuole provare qualche altra elaborazione di fotoritocco (anche "manuale") ben venga .... ma tenete conto che per motivi di "stampa" dovremmo dare tutto ad alessandra al più presto.
Questo è quanto è emerso dall'ultimo incontro. Ho ritenuto giusto riportarlo sul blog dato il numero non troppo alto di chi ha partecipato mercoledì. Come sempre vorremmo che anche chi non riesce ad essere presente agli incontri, si sentisse coinvolto, esprimesse la propria opinione e desse il proprio contributo.

A presto.

Lucia


Risposte di Lucia

Avevo inviato le mie risposte ad Alessandra già da parecchio tempo ma vista la richiesta (giusta) degli altri di condividerle con tutti, accole anche sul blog:

Qual e’ il ruolo dell’architetto nella progettazione socio urbanistica della citta’?
Un architetto dovrebbe educare al bello con ciò che progetta e al rispetto verso ciò che già esiste. Bellezza e rispetto sono parole profondamente legate. Raul Pantaleo (architetto che progetta ospedali per Emergency) scrive a proposito della ballezza: " cura delle cose, dei dettagli, delle proporzioni, attenzione alle persone; in sintesi rispetto. Dal rispetto non può che nascere qualcosa di bello, non può essere altrimenti".
Inoltre aggiungo che un architetto dovrebbe riuscire a valorizzare luoghi insignificanti e a mantenere alto il livello di ciò che è già apprezzato. Trasformare aree degradate o anonime in luoghi dove vivere risulta piacevole e mantenere vitali le parti della città degne di salvaguardia senza snaturarle né farle diventare anacronistici musei fuori dal tempo.

Come sara’ secondo voi Livorno nel 2060 e come sperate che sia?
Immagino Livorno tra 50 non troppo diversa da quello che è oggi, una città di mare dove il mare è vissuto e protagonista sia nelle abitudini che nelle menti dei livornesi. La immagino ancora un po' degradata e con aree che faranno pensare ad occasioni perdute ma anche con qualcosa di positivamente nuovo e inaspettato. Credo che 50 anni siano pochi per cambiare radicalmente le cose ma sufficienti per intraprendere un cammino e vedere dei risultati. Ciò che spero è che nel 2060 le persone siano più rispettose, consapevoli e capaci di valorizzare ciò che hanno e non pensino solo al loro piccolo vantaggio trascurando etica, estetica e crescita comune. Spero anche che nel giro di qualche decennio si possa vedere concretamente qualche buona architettura.

Voi di 70m2 siete tre soci e siete abituati a lavorare in gruppo, pensi che lo spirito collaborativo possa realmente funzionare per progettare la città?
Non potrei fare a meno del lavoro di gruppo, per me sarebbe inconcepibile. Dalla piccola alla grande scala di progettazione è fondamentale confrontarsi, avere conferme da un diverso punto di vista e anche fare qualche rinuncia essendo consapevoli del fatto che il risultato complessivo sarà più convincente. Nella progettazione della città poi le competenze che entrano in gioco sono ancora più complesse e per lavoro di gruppo intendo non solo quello con colleghi "tecnici" ma anche con esperti di altre discipline (sociologi, artisti, psicologi, etc.)

Come sta andando nel gruppo di "Livorno 2060"?
L'esperienza che stiamo portando avanti con Livorno 2060 per me è stata una sorpresa. Non credevo che tante persone, con tutte le loro diversità, potessero avere una così ampia condivisione di idee. Ogni volta che qualcuno propone un argomento, un progetto, un punto di vista diverso riceve un grande consenso spontaneo e disinteressato. Per il momento il disaccordo che comunque sarebbe lecito, non fa parte delle reazioni che emergono durante i nostri incontri. Dico la verità, all'inizio ero scettica sulla riuscita di questo progetto ma ora comincio a pensare che possa venir fuori qualcosa di veramente tangibile i cui risultati si vedranno nel tempo.
Dobbiamo iniziare subito a "seminare" e senza avere fretta continuare a farlo, abbiamo 50 anni davanti …

giovedì 28 ottobre 2010

Ciao a tutti,
mi dispiace tantissimo di non aver partecipato all’incontro di ieri sera.
Un medico poco compiacente mi ha bloccato nella sua sala d’aspetto per un tempo vergognoso e mi sono persa l’appuntamento.
A parte il piacere di vedere tutti voi avevo anche delle cose interessanti da raccontarvi.
Provo a riassumerle sul blog per poi magari approfondire la questione nel prossimo incontro.
La scorsa settimana sono stata a Torino (colgo l’occasione per consigliare a chiunque ci stia leggendo di andare a fare un giro da quelle parti ) e ho potuto osservare gli orti urbani che slow food aveva realizzato per il salone del gusto: semplici ed efficaci vasche di terra contenuta da tavolame da cantiere dove erano piantate verdure di vario tipo ed erbe officinali. Ed ho pensato: al di là dell’orto che in effetti richiederebbe una manutenzione quotidiana, perché non usare la stessa tecnica per realizzare veri e propri progetti di arredo urbano da noi redatti in aree centrali dove il verde non è previsto?
Costa poco, è veloce da realizzare e di sicuro impatto emozionale.
Inoltre mi sono ricordata di un concorso indetto dal comune di Torino un paio di anni fa in cui si chiedeva ad una dozzina di artisti/architetti di creare dei giardini estemporanei in zone pre-assegnate di un unico quartiere degradato della città. Ognuno realizzò cose diversa: chi faceva tracimare alberi dalle finestre, chi aveva appeso piante a fili volanti, etc….
Perché non cercare di varare un’iniziativa simile?
Cercherò di documentarmi per il prossimo incontro.

Colgo l'occasione per rispondere ad alcune delle domande di alessandra.


che cos'è Livorno 2060
Un gruppo di persone creative (creatività intesa come capacità di spostare lo sguardo in senso laterale rispetto alla situazione contingente) che spera di poter cambiare la direzione inesorabilmente presa dal destino di questa città tramite l’interazione di gruppo, la crescita culturale e quindi personale.
La speranza è quella di ottenere risultati concreti ma anche soltanto focalizzare l’attenzione dei distratti livornesi sulla questione sarebbe un raggiungimento.
perchè formare un gruppo di architetti e artisti per immaginare una città  futura?
Tutti i cambiamenti hanno bisogno di menti tecniche e visionarie. Non esiste cambiamento senza le due cose. A voi decidere chi è il tecnico e chi il visionario.
quali risultati ti aspetti da questo gruppo di lavoro?
Di tenere duro. Abbiamo la stoffa per farlo, e lo dobbiamo fare.
esiste una città  ideale?
Esiste una speranza di città a misura d’uomo, ognuna diversa dall’altra a seconda dei luoghi e dei popoli. E’ un miraggio per ora irrealizzato.
Perché partire dal verde pubblico?
E’ una necessità e una dimostrazione. Da oggi ci siamo anche noi!
Come sarà  secondo voi Livorno nel 2060 e come sperate che sia?
Livorno nel 2060 sarà quello che ci siamo meritati. Pensiamoci.
alcuni architetti sono abituati a lavorare in gruppo, pensi che lo spirito collaborativo possa realmente funzionare per progettare la città ?
Lo spirito collaborativo è sempre auspicabile, in ogni campo. Il contrario non favorisce nè crescita personale né tantomeno professionale e porta invariabilmente alla mediocrità.
Come sta andando nel gruppo di Livorno 2060?
Ottimamente direi!

Ciao a tutti, Erika Bartoli

mercoledì 27 ottobre 2010

Livorno. 2060” è un tentativo ,una visione ,vorremmo superare l’attualità e confrontarci con un futuro inimmaginabile.
50 anni sono troppi per fare previsioni ragionevoli ,troppi eventi imprevisti (naturali,economici,sociali…)possono verificarsi per sconvolgere,capovolgere qualsiasi previsione.
La nostra società ,intendo nel suo complesso dai settori dirigenziali alle strutture di base non riesce a confrontarsi con il futuro a lunga scadenza,a progettare i cambiamenti, vedere dove vuol andare.
La politica stretta in un meccanismo di consenso ad ogni costo,non trova soluzioni lungimiranti per i grandi problemi delle città dei territori e degli uomini.
Il risultato sono scelte di bassa qualità spesso contraddittorie ,che si accontentano di tamponare,raffreddare emergenze,rimediare errori precedenti.
Noi di “Livorno 2060” abbiamo in comune la sofferenza di vedere la nostra città,il nostro territorio teatro di molte occasioni perse (passate e a venire) e che non riesce ad elaborare una strategia organica per il futuro ..usando le proprie potenzialità.
Ci siamo riuniti per produrre degli interventi sul futuro che possono essere utopici,visionari,creativi o realistici….con una visione negativa o positiva ma per dire che si può ragionare anche su un orizzonte più ampio.
L’incontro fra architetti e artisti è venuto naturale ,per affinità credo, ma vorremmo avere il contributo di tutti quelli che hanno qualche idea,che hanno qualcosa da dire se soprattutto condividono con noi quella sofferenza .
Anzi direi che è fondamentale che andando avanti si aggiungano nuove competenze e contributi…..il nostro è un progetto aperto.
Il primo risultato è senz’altro la costituzione del gruppo,la risposta avuta, e sarà un bel risultato la conferma di questo gruppo,la prosecuzione del lavoro…. sono molto curioso degli sviluppi.
È il mio modo di fare politica,non mi riconosco e non sono portato alla politica come si manifesta comunemente .Vedo questa iniziativa come sperimentazione politica(a livello locale),probabilmente ininfluente ma in un certo senso ci collega al mondo, dovremmo essere come una piccola cellula collegata con l’esterno.
Dal punto di vista pratico mi aspetto di realizzare dei progetti(in varie forme….azioni,plastici,scritti,video ed altro) che possano provocare discussione nel nostro territorio.
Non sono sicuro che riusciremo a farci ascoltare perché è molto difficile su questi temi.

Cara Ale , la domanda sulla città ideale mi pare abbastanza complessa…non so se ho gli strumenti per rispondere,mi ci vorrebbe molto più tempo…..ma provo a dirti cosa ne penso.
Io non credo al primato dell’uomo sulla natura,l’uomo non è centrale ,è nato pochi anni fa(in confronto ai tempi geologici)e per fortuna e perché è necessario! sparirà fra non moltissimi anni.
L’uomo non accetta il divenire (ne ha paura)la trasformazione della natura ..compreso se stesso………….Scusa non voglio fare filosofia spicciola…. ma volevo solo dire che secondo me la città ideale è quella che sa trasformarsi ,che accetta di cambiare .
La città abitata da uomini che vivono serenamente la temporaneità e la propria condizione di parte della natura.
Una città dove flora e fauna hanno lo stesso peso degli umani.

martedì 26 ottobre 2010

Commento all'ultimo post di Gino

Chapeau!

Risposte per Alessandra

Posto le mie risposte alle domande di Alessandra, per quanto quelle di Carmelo siano largamente condivisibili. Ho cercato di essere sintetico al massimo. Poi scappo in comune e quindi mi rilasso con l'ultimo capitolo della saga di Gino. cisidomani

che cos'è Livorno 2060?

Un laboratorio, speriamo permanente, sul futuro della città.

perchè formare un gruppo di architetti e artisti per immaginare una città futura?

Effettivamente non credo che siano gli architetti i più adatti a immaginare la città futura, non è un caso che l'idea sia di un artista, Enrico Bertelli. Speriamo che, se il gruppo si consolida, si possano aggiungere anche persone di altra formazione.

quali risultati ti aspetti da questo gruppo di lavoro?

1.Un confronto con gli altri depurato dalla meschinità intellettuale delle questioni che normalmente vengono poste nella quotidianità professionale. 2. l'esecuzione di un certo numero di”Azioni”

esiste una città ideale? Qual'è secondo te?

Fatta salva tutta la ampia letteratura esistente io dico che la città ideale esiste solo come categoria filosofica o , al limite, come esercizio di stile. La città ideale appena si cristallizza in un' idea immediatamente dopo si dissolve perchè già vecchia. La città non è i suoi mattoni ma la sua gente e quindi nessun Urbanista, pianificatore o progettista, che dir si voglia, potrà mai sostituirsi a quella stratificazione di storie che disegnano lo spazio che gli umani condividono dal giorno che hanno deciso che stare insieme era meglio che stare da soli. In questi primi mesi di incontri con Livorno 2060, durante i quali abbiamo parlato e scritto a ruota libera, sono, secondo me usciti fuori alcuni “ingredienti” che, probabilmente, sono fondamentali alla ricetta di livorno 2060, e anche se non sono sufficienti a cucinare la torta “città ideale”, sono indispensabili per fare almeno una buona minestra. Per me questi ingredienti sono:

VERDE

IDENTITA'

MOBILITA' DOLCE

MIX SOCIALE

perchè partire dal verde pubblico?

Vedi sopra, solo una precisiazione: secondo me in una città l'espressione “verde pubblico” è tautologica

qual'è la funzione di uno spazio verde nella città?

Il verde fa bene alla salute e all'ambiente: purifica l'aria da inquinanti e polveri sottili, cattura anidride carbonica, produce ossigeno e consente di risparmiare energia per il condizionamento. Il Verde fa bene allo spirito: Il benessere visivo procurato da un albero nessun edificio potrà mai eguagliarlo. Il verde è spazio comune per definizione: poco verde=poche relazioni

come nasce l'idea delle Seed Bomb?

Vogliamo iniziare con un azione chiara come intenzioni ed efficacie come visibilità. L'idea iniziale era di piantare direttamente degli alberi, ma poi abbiamo pensato che fosse più rappresentativo, visto che abbiamo a disposizione i 50 anni che ci separano dal 2060, piantare dei semi. Il modello è quello dei “guerrilla gardening”

si parla molto di partecipazione, oggi le amministrazioni se ne appropriano mettendo in campo dei processi che realmente non hanno niente a che fare con la partecipazione cittadina. Che ne pensi? Esiste una architettura partecipativa? Funziona? (qualche esempio)

....argomento vasto e difficile. La pianificazione urbana, nelle società democratiche, è o dovrebbe essere partecipata per definizione. La partecipazione più efficacie è quella che parte dal basso, quando parte dalla politica rischia di diventare slogan o, peggio, rischia di essere “guidata”.

qual'è il ruolo dell'architetto nella progettazione socio urbanistica della città?

Fondamentale ma inutile se non si avvale di tutte le componenti, culturali, intellettuali e popolari della città stessa

Come sarà secondo voi Livorno nel 2060 e come sperate che sia?

Non si può aggiungere nulla a quello che a detto Carmelo: lo sapremo in una fase più avanzata di questo laboratorio.

alcuni architetti sono abituati a lavorare in gruppo, pensi che lo spirito collaborativo possa realmente funzionare per progettare la città?

Lo spirito collaborativo è, o dovrebbe essere, l'elemento maggiormente costitutivo e fondativo dell'idea stessa di città

Come sta andando nel gruppo

bene grazie :-)

Luca Difonzo