Avevo inviato le mie risposte ad Alessandra già da parecchio tempo ma vista la richiesta (giusta) degli altri di condividerle con tutti, accole anche sul blog:
Qual e’ il ruolo dell’architetto nella progettazione socio urbanistica della citta’?
Un architetto dovrebbe educare al bello con ciò che progetta e al rispetto verso ciò che già esiste. Bellezza e rispetto sono parole profondamente legate. Raul Pantaleo (architetto che progetta ospedali per Emergency) scrive a proposito della ballezza: " cura delle cose, dei dettagli, delle proporzioni, attenzione alle persone; in sintesi rispetto. Dal rispetto non può che nascere qualcosa di bello, non può essere altrimenti".
Inoltre aggiungo che un architetto dovrebbe riuscire a valorizzare luoghi insignificanti e a mantenere alto il livello di ciò che è già apprezzato. Trasformare aree degradate o anonime in luoghi dove vivere risulta piacevole e mantenere vitali le parti della città degne di salvaguardia senza snaturarle né farle diventare anacronistici musei fuori dal tempo.
Come sara’ secondo voi Livorno nel 2060 e come sperate che sia?
Immagino Livorno tra 50 non troppo diversa da quello che è oggi, una città di mare dove il mare è vissuto e protagonista sia nelle abitudini che nelle menti dei livornesi. La immagino ancora un po' degradata e con aree che faranno pensare ad occasioni perdute ma anche con qualcosa di positivamente nuovo e inaspettato. Credo che 50 anni siano pochi per cambiare radicalmente le cose ma sufficienti per intraprendere un cammino e vedere dei risultati. Ciò che spero è che nel 2060 le persone siano più rispettose, consapevoli e capaci di valorizzare ciò che hanno e non pensino solo al loro piccolo vantaggio trascurando etica, estetica e crescita comune. Spero anche che nel giro di qualche decennio si possa vedere concretamente qualche buona architettura.
Voi di 70m2 siete tre soci e siete abituati a lavorare in gruppo, pensi che lo spirito collaborativo possa realmente funzionare per progettare la città?
Non potrei fare a meno del lavoro di gruppo, per me sarebbe inconcepibile. Dalla piccola alla grande scala di progettazione è fondamentale confrontarsi, avere conferme da un diverso punto di vista e anche fare qualche rinuncia essendo consapevoli del fatto che il risultato complessivo sarà più convincente. Nella progettazione della città poi le competenze che entrano in gioco sono ancora più complesse e per lavoro di gruppo intendo non solo quello con colleghi "tecnici" ma anche con esperti di altre discipline (sociologi, artisti, psicologi, etc.)
Come sta andando nel gruppo di "Livorno 2060"?
L'esperienza che stiamo portando avanti con Livorno 2060 per me è stata una sorpresa. Non credevo che tante persone, con tutte le loro diversità, potessero avere una così ampia condivisione di idee. Ogni volta che qualcuno propone un argomento, un progetto, un punto di vista diverso riceve un grande consenso spontaneo e disinteressato. Per il momento il disaccordo che comunque sarebbe lecito, non fa parte delle reazioni che emergono durante i nostri incontri. Dico la verità, all'inizio ero scettica sulla riuscita di questo progetto ma ora comincio a pensare che possa venir fuori qualcosa di veramente tangibile i cui risultati si vedranno nel tempo.
Dobbiamo iniziare subito a "seminare" e senza avere fretta continuare a farlo, abbiamo 50 anni davanti …
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