Livorno. 2060” è un tentativo ,una visione ,vorremmo superare l’attualità e confrontarci con un futuro inimmaginabile.
50 anni sono troppi per fare previsioni ragionevoli ,troppi eventi imprevisti (naturali,economici,sociali…)possono verificarsi per sconvolgere,capovolgere qualsiasi previsione.
La nostra società ,intendo nel suo complesso dai settori dirigenziali alle strutture di base non riesce a confrontarsi con il futuro a lunga scadenza,a progettare i cambiamenti, vedere dove vuol andare.
La politica stretta in un meccanismo di consenso ad ogni costo,non trova soluzioni lungimiranti per i grandi problemi delle città dei territori e degli uomini.
Il risultato sono scelte di bassa qualità spesso contraddittorie ,che si accontentano di tamponare,raffreddare emergenze,rimediare errori precedenti.
Noi di “Livorno 2060” abbiamo in comune la sofferenza di vedere la nostra città,il nostro territorio teatro di molte occasioni perse (passate e a venire) e che non riesce ad elaborare una strategia organica per il futuro ..usando le proprie potenzialità.
Ci siamo riuniti per produrre degli interventi sul futuro che possono essere utopici,visionari,creativi o realistici….con una visione negativa o positiva ma per dire che si può ragionare anche su un orizzonte più ampio.
L’incontro fra architetti e artisti è venuto naturale ,per affinità credo, ma vorremmo avere il contributo di tutti quelli che hanno qualche idea,che hanno qualcosa da dire se soprattutto condividono con noi quella sofferenza .
Anzi direi che è fondamentale che andando avanti si aggiungano nuove competenze e contributi…..il nostro è un progetto aperto.
Il primo risultato è senz’altro la costituzione del gruppo,la risposta avuta, e sarà un bel risultato la conferma di questo gruppo,la prosecuzione del lavoro…. sono molto curioso degli sviluppi.
È il mio modo di fare politica,non mi riconosco e non sono portato alla politica come si manifesta comunemente .Vedo questa iniziativa come sperimentazione politica(a livello locale),probabilmente ininfluente ma in un certo senso ci collega al mondo, dovremmo essere come una piccola cellula collegata con l’esterno.
Dal punto di vista pratico mi aspetto di realizzare dei progetti(in varie forme….azioni,plastici,scritti,video ed altro) che possano provocare discussione nel nostro territorio.
Non sono sicuro che riusciremo a farci ascoltare perché è molto difficile su questi temi.
Cara Ale , la domanda sulla città ideale mi pare abbastanza complessa…non so se ho gli strumenti per rispondere,mi ci vorrebbe molto più tempo…..ma provo a dirti cosa ne penso.
Io non credo al primato dell’uomo sulla natura,l’uomo non è centrale ,è nato pochi anni fa(in confronto ai tempi geologici)e per fortuna e perché è necessario! sparirà fra non moltissimi anni.
L’uomo non accetta il divenire (ne ha paura)la trasformazione della natura ..compreso se stesso………….Scusa non voglio fare filosofia spicciola…. ma volevo solo dire che secondo me la città ideale è quella che sa trasformarsi ,che accetta di cambiare .
La città abitata da uomini che vivono serenamente la temporaneità e la propria condizione di parte della natura.
Una città dove flora e fauna hanno lo stesso peso degli umani.
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