Da quando abbiamo iniziato ad incontrarci e a parlare insieme delle nostre visioni sulla Livorno del futuro ho sempre provato una strana sensazione e in effetti non sono mai riuscita a sentirmi attratta da alcun progetto specifico, niente da poter veramente esporre in una mostra.
Piuttosto se penso a Livorno tra cinquant’anni ho visioni di una desolazione incredibile, di una città volutamente degradata esteticamente e culturalmente, abitata da cittadini mediocri senza alcun anelito verso qualsiasi tipo di miglioramento.
Le premesse, se me lo consentite, ci sono tutte.
Amo la nostra città in una maniera quasi viscerale. Ci sono nata, e per molti anni ho pensato che ci avrei pure passato tutta la vita. Da qualche tempo, però, non riesco più a guardarmi intorno senza provare sgomento e pensare che probabilmente è stato toccato una specie di punto di non ritorno oltre il quale non si può far altro che rotolare verso un impoverimento e una disgregazione senza fine.
Pessimista? Forse. Eppure……
Mossa da questi pensieri cupi sono sempre venuta agli incontri pensando che se avessi dovuto creare qualcosa di mio per Livorno 2060 si sarebbe trattato senz’altro di qualche tipo di azione diretta a scuotere la coscienza dei nostri concittadini, qualcosa di educativo per intenderci.
Dopo le ultime discussioni sui nostri progetti di bombe verdi e dopo la visione del filmato portato da Andrea mi sono messa a studiare un po’ su internet e devo dire che mi si è aperto un mondo.
Navigando in qua e in la sui siti dedicati all’argomento si scopre che in giro per tutto il mondo c’è un vero e proprio sollevamento dei cittadini contro la condizione di fruitori impotenti della città in cui sono relegati.
Si scopre che negli Stati Uniti da 40 anni i cittadini di New York si appropriano di aree degradate per portarle a nuova vita, che fior di studi dimostrano come l’essere umano sia portato ad elevarsi e a modificarsi in relazione all’ambiente urbano che lo circonda, che gli orti urbano sono considerati come una sorta di nuova frontiera alternativa al problema della nutrizione di future città sovrappopolate oltre che strumento sociale e che, in definitiva, la città siamo Noi, ed è nostra responsabilità. E per Noi intendo tutti coloro che questo problema lo affrontano, quelli che si sono accorti che la situazione è sotto lo standard dell’accettabilità e che si chiedono cosa fare, le persone che sanno a cosa si può anelare e che anche solo fondando un movimento o riunendo un po’ di menti creative o mettendo insieme un gruppo di architetti e di artisti un po’ inquieti e visionari cercano di trovare una soluzione.
C’è veramente di tutto e vi assicuro che è come osservare una marea sotterranea e speciale, mi piace pensare che sia la marea del cambiamento.
Ed ecco qua la mia idea per Livorno 2060.
Penso che dovremmo essere noi stessi, in definitiva, il risultato del lavoro. Mi spiego.
Se ci pensate bene tutti insieme siamo una potenza. Da quanto tempo Livorno non vedeva professionisti e artisti riuniti insieme per creare qualcosa di nuovo? Non sono forse state da sempre le interazioni fra creativi a dare vita ai movimenti culturali? Cosa può succedere se i professionisti invece che cercare di fregarsi il lavoro a vicenda cercano di crearne di nuovo per tutti?
Dovremmo trovare uno spazio fisso, dove poterci ritrovare con regolarità, istruirci vicendevolmente e chiamare altri a farlo. E soprattutto lavorare. Il nostro spazio sarebbe la mostra permanente delle idee che produrremmo, dove poter organizzare esposizioni, letture, installazioni o qualsiasi iniziativa venga varata da ciascuno di noi e che possa interessare il progetto di una città migliore. Un laboratorio aperto e costante, che non si ferma mai, promuove azioni e le trasforma in arte e architettura.
Quindi ecco qua il mio progetto: siamo NOI. E all’interno di questo contenitore chi più ne ha più ne metta.
Erika
P.S= Visti i nostri propositi di piantumazione dedico a tutti una poesia di "Hesse" che oltre ad essere un grande scrittore era pure un abile giardiniere!
Il sogno del giardiniere
di Herman Hesse, da "In giardino" Guanda 1994
Cosa nasconde nella scatola magica la fata dei sogni?
Anzitutto una montagna del miglior concime!
Poi un sentiero dove non crescono le erbacce,
un paio di gatti che non divorano gli uccelli.
Polvere poi, che appena sparsa sulle zecche
Trasforma le foglie in un fiorir di rose,
inoltre robinie nel palmeto
da dove trarre un copioso raccolto.
O fata, fa’ che per noi l’acqua scorra
Ovunque abbiamo piantato e seminato;
donaci spinaci che non mettano i fiori
ed una carriola che da sé si muova!
E ancora: un veleno efficace per i topi,
stagioni incantate invece di grandine insidiosa,
dalla stalla a casa un piccolo ascensore
ed ogni sera una schiena nuova.
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RispondiEliminaLa volontà di aprire uno studio di architettura verso l'esterno anzichè stare rinchiusi in una stanza, il piacere di collaborare, condividere, scambiarsi conoscenze e idee anzichè "rubarsi il lavoro" (come dici te), l'intenzione di organizzare esposizioni, laboratori, incontri per promuovere e fare la conoscenza di persone che hanno progetti interessanti da mostrare anzichè pensare solo ai propri risultati, è proprio quello che ci ha spinto a creare 70m2. Quindi massima disponibilità ad andare avanti in questa direzione che mi sembra entusiasmi tutti i partecipanti a questo al progetto livorno 2060. Ora dobbiamo essere bravi a comunicare anche all'esterno le nostre idee e progetti, in maniera incisiva, semplice e comprensibile anche per i non "addetti ai lavori" perchè se vogliamo che la nostra livorno sia migliore tra 50 anni (e magari anche in un tempo più breve, per goderne anche noi!) dobbiamo coinvolgere e rendere consapevoli veramente TUTTI.
RispondiEliminaintanto grazie per la poesia...si forse hai ragione il maggior risultato potremmo essere noi ,comincio ad essere anchio sempre più convinto che non dobbiamo dare un termine a questa iniziativa ...bisogna produrre delle azioni(mostre,incontri,istallazioni...etc)via via che il lavoro prosegue..procedere a tappe... per essere concreti ma riuscire ad essere presenti come spazio di discussione ...si mi piace!non sarà facile ma proviamoci!
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