Marco
Qual e’ il ruolo dell’architetto nella progettazione socio urbanistica della citta’?
- L'architetto dovrebbe (il condizionale è d'obbligo!!!) essere l'artefice del disegno della città, disegno che implica tutti gli aspetti (almeno i più importanti) della società.
Cerco di spiegarmi meglio....la città nasce principalmente per ospitare persone, è la cosa più elementare da pensare! Senza persone non esistono città! Da questo presupposto devono partire, secondo me, una serie di scelte mirate a soddisfare la “buona ospitalità”....quindi, in generale, devono essere pensati tutti i servizi e le strutture necessarie.
Quello che serve ad una città, allora, viene adagiato su un territorio...inizialmente in modo più o meno casuale lasciando che ogni “cosa” assuma una posizione. Poi entra in gioco una persona (l'architetto??!!) che rappresenta quello che deve mettere insieme tutti i pezzi di questo importante e complicato puzzle. Dalle sue scelte dipende tutto....si possono creare città disordinate, sporche, dispersive, insignificanti...ma si possono anche realizzare buoni progetti che concentrano l'attenzione sulla persona (artefice della città) per creare luoghi ordinati, puliti, immediati e logici...in una parola, inclusivi.
Perchè la cosa più elementare da pensare è che le città siano luoghi che includono le persone e non le escludono...per me la progettazione socio/urbanistica parte da questo importante presupposto...la persona al centro dell'attenzione, e l'architetto può essere quello che decide in un verso o in un altro...con una responsabilità enorme, anche se alcune volte (per essere ottimista) non se ne rende nemmeno conto di quanto le sue scelte possano pesare!!!!
Come sara’ secondo voi Livorno nel 2060 e come sperate che sia?
- Livorno nel 2060? Difficile dire come sarà, spero innanzitutto che non sia come si presenta oggi! Mi riesce più facile provare ad immaginare come vorrei che fosse!!...Ci saranno sicuramente grossi cambiamenti che riguarderanno l'aspetto “fisico” del territorio, ma il cambiamento che auspico e che, per ora non vedo, riguarda l'atteggiamento dei livornesi nei confronti della città.
Mi piacerebbe che nel 2060 le persone si rendessero veramente conto delle potenzialità di questa città di mare, ricca di spunti e di opportunità, mi piacerebbe che queste opportunità ed occasioni rendessero Livorno una città più internazionale, più cosmopolita, invasa e visitata anche da stranieri non necessariamente portati via da grandi pulman verso luoghi diversi.
Mi piacerebbe una città in cui l'aspetto ambientale possa rappresentare anche una risorsa, mi piacerebbe rifare il bagno nei Fossi (come ci viene raccontato succedesse una volta) e vorrei poter attraversare la città senza la macchina. Auspico sistemi di trasporto sotterranei (assolutamente “eco”) per poter passeggiare in superficie o andare in bicicletta, vorrei poter andare in grandi parchi urbani progettati anche a misura di bambino, vorrei che la Fortezza Vecchia ospitasse uno dei più importanti musei di arte moderna e vorrei ritrovare le persone che conosco sul nuovo lungomare realizzato in modo che si possa “vivere” il mare a differenza di oggi che il mare non si vede quasi nemmeno!!! Ecco come vorrei vedere Livorno nel 2060, una città nuova...
Voi siete tre soci e quindi siete abituati a lavorare in gruppo, pensi che lo spirito collaborativi possa realmente funzionare per progettare la città?
La collaborazione, tra noi architetti, è un lato fondamentale della nostra formazione. Fin da subito, all'università, ti fanno lavorare in gruppo...il gruppo, nella normale attività lavorativa, diventa motivo di scambio di opinioni, di confronto ed anche di scontro...ma comunque rappresenta il giusto modo di crescita personale e professionale!
Una buona progettazione, a qualunque scala, non può prescindere dal gruppo di lavoro....
Come sta andando nel gruppo di “Livorno 2060”?
La nascita del gruppo Livorno 2060, rappresenta, per me il “normale” modo di lavorare per pensare e progettare una nuova città...architetti, artisti, creativi in genere tutti sotto lo stesso tetto per il bene comune...tante persone, tutte diverse le une dalle altre, spinte tutte però da una grande carica e da una grande voglia di fare...un metodo assolutamente da far continuare per una città più nostra!
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