Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

sabato 17 luglio 2010

La città da immaginare e raccontare

Che ne pensate? Il testo sotto non è mio, ho semplicemente "adattato e integrato" al nostro tema, sostituendo alcuni termini, un invito per un forum del cersaie 2010 sulla "sostenibilità della piastrella ceramica".

“Il luogo – scriveva il filosofo Heidegger – è quel punto di convergenza, di riunione e di raccoglimento in cui, come nella punta acuminata di una lancia, in virtù di una irresistibile attrazione, lo spazio si concentra”.

Le nostre città sono ancora un luogo? E le nostre case? È pensabile immaginare un futuro per l’edilizia senza tenere conto dei grandi cambiamenti culturali, economici, sociali e – infine – ambientali che hanno caratterizzato questo primo decennio del XXI secolo?

Domande “esistenziali”, come la corrente di pensiero del grande filosofo tedesco, eppure estremamente concrete, che trovano realizzazione nei dettagli, nel progetto di un’abitazione, nella pianificazione urbanistica, nei sistemi per l’efficienza energetica.

Anche un “semplice” elemento architettonico può dirci molto su luoghi e non luoghi, dalla quantità di creatività e design incorporati in esso alle “prestazioni” in termini di sostenibilità ambientale realizzabili grazie a un suo ampio utilizzo in architettura.

Possibili risposte, punti di vista inediti, “visioni” sul presente e sul futuro della città da parte di architetti e di artisti e non solo.

A cominciare dall’ultimo, grande interrogativo a cui tutti sono chiamati a dare una risposta: si chiama “ambiente”, e si traduce in “edilizia sostenibile”.

Quindi un approfondimento sul ruolo di ricerca e innovazione per rendere competitiva la sostenibilità, ma anche viceversa, cioè considerando la sostenibilità ambientale come un fattore decisivo rispetto all’incremento di competitività.

Da case, alberghi ed edifici sostenibili si passa al ruolo dell’edificio e degli elementi che lo compongono nella società odierna.
Una società profondamente cambiata rispetto a pochi anni fa: quale modo migliore di approfondire questi mutamenti se non partire dagli stili di vita, dalle nuove modalità di fruizione del tempo libero?
È qui che si situa il focus sul futuro di Livorno, un "luogo" fatto di edifici, ma anche di un territorio in cui questi edifici si situano – per passare poi a un’analisi degli spazi urbani, di quelli ultra-moderni che il filosofo Augè aveva accusato di essere nient’altro che non-luoghi, come i centri commerciali, oggi, al contrario, sempre meno un luogo dove fare soltanto la spesa e sempre più una nuova “piazza”, un micro-cosmo in cui soddisfare anche – se non soprattutto – le esigenze complementari.

Luoghi urbani, luoghi domestici. Se cambia la città, e il modo di pensarla, viverla, costruirla, molto probabilmente cambieranno le nostre case.
Una nuova modalità di abitare – per la verità già “di moda” in molte aree del Nord Europa – che si chiama “social housing”-, ridefinendo alla radice il concetto di privato e di pubblico, di familiari ed estranei, con tutte le conseguenze in termini di arredamento, struttura dell’abitazione, struttura e caratteristiche dei “nuovi” quartieri.

Insomma, grandi trasformazioni urbane che riflettono un più ampio mutamento culturale che ambisce ancora una volta a far comunicare architettura e cultura, la città e la narrazione della città. Il luogo, infatti, non può esistere senza una buona storia: come raccontiamo le nostre città, le nostre case, come le raccontano gli “altri” sarà un buon punto di partenza anche per chiedersi cosa è cambiato davvero, negli ultimi anni, nella nostra società, anche alla luce del grande stravolgimento subito dall’economia mondiale. Raccontare il presente, insomma: un modo per porre la prima pietra del nostro futuro, dei “luoghi” che verranno, e di come li immaginiamo.


Saluti a tutti, Carmelo Pinna

1 commento:

  1. Si. Identificazione ed integrazione sono condizioni, secondo me, indispensabili affinchè un territorio, o parte di esso, possa definirsi "luogo". Sono d'accordo che il "social housing" pur essendo vittima di maliziose speculazioni per costruire qualche altro banalissimo quartiere periferico, debba essere un importante pilastro della città di domani se avrà lo scopo di eliminare il problema di avere n tetto sulla testa per tutti e se comincerà ad assorbire il principio che ogni insediamento deve prevedere integrazione tra classi sociali, integrazione di funzioni oltre che efficace identificazione culturale. E' particolarmente pertinente il tuo riferimento alla attuale crisi economica internazionale scatenata prorio dalla difficoltà della gente nel riuscire a pagare il mutuo di una casa il cui valore era ed è sproporzionato rispetto al reale.
    Per cominciare a rispondere a Enrico:
    Il ruolo innovativo di Livorno nel mondo potrebbe essere quello di farsi guida e modello per una urbanità che mette al centro: L'integrazione sociale, funzionale e territoriale; l'identità culturale e le sue relazioni con il resto del pianeta; e, continuo a dirlo, una sua dimensione "SLOW" dove camminare sia lo strumento percettivo primario per capire e progettare.
    Quale potrebbe essere la forma di una città così?

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