Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

domenica 18 luglio 2010

La città SLOW ed il problema della scala

Si Carmelo. Identificazione ed integrazione sono condizioni, secondo me, indispensabili affinchè un territorio, o parte di esso, possa definirsi "luogo". Sono d'accordo che il "social housing" pur essendo vittima di maliziose speculazioni per costruire qualche altro banalissimo quartiere periferico, debba essere un importante pilastro della città di domani se avrà lo scopo di eliminare il problema di avere n tetto sulla testa per tutti e se comincerà ad assorbire il principio che ogni insediamento deve prevedere integrazione tra classi sociali, integrazione di funzioni oltre che efficace identificazione culturale. E' particolarmente pertinente il tuo riferimento alla attuale crisi economica internazionale scatenata prorio dalla difficoltà della gente nel riuscire a pagare il mutuo di una casa il cui valore era ed è sproporzionato rispetto al reale.
Per cominciare a rispondere a Enrico:
Il ruolo innovativo di Livorno nel mondo potrebbe essere quello di farsi guida e modello per una urbanità che mette al centro: L'integrazione sociale, funzionale e territoriale; l'identità culturale e le sue relazioni con il resto del pianeta; e, continuo a dirlo, una sua dimensione "SLOW" dove camminare sia lo strumento percettivo primario per capire e progettare.
Quale potrebbe essere la forma di una città così?

Voglio lanciare anche un tema che, credo, dovrà essere dibattuto: la scala.
Non credo che si possa pensare al tema della città 2060 senza calarci nel problema delle dimensioni: quali le opportunità di poter pensare al futuro di una piccola città come Livorno avvantaggiandosi dell'esperienza di crescita già sviluppata dalle metropoli del pianeta; quali i vantaggi da cogliere nella sua scala?
un abbraccio a tutti. L


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