Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

mercoledì 21 luglio 2010

Il mare per Livorno (e per i livornesi)

Approcci tecnicistici o slow, sociologici o urbanistici, collettivi o personali, catastrofici o sostenibili ... argomenti ce ne sono tanti e, per quanto mi riguarda, tutti molto interessanti e stimolanti. Ma ciò che ho difficoltà a fare, pensando al futuro, è trovare delle certezze. Forse non è necessario, forse è impossibile e il lato affascinante di questa nostra "scommessa" è proprio l'impossibilità di prevedere il futuro, di sapere come sarà la nostra città tra 50 anni. 50 anni sono molti ma non tanti da essere inafferrabili, da consentire di fare provisioni fantascientifiche, 50 anni sono meno di una vita, si possono raccontare, vivere, ricordare e forse è per questo che non riesco ad abbandonare il mio lato razionale ed essere "istintiva" come ha suggerito Enrico. O forse perchè gli architetti sono più abituati all'approccio analitico, scientifico, realistico ... per questo ho apprezzato sin dall'inizio la presenza degli artisti! Per il momento se provo, come suggerisce Marco, a pensare di svegliarmi nel 2060 e descrivere cosa vedo, immagino di vedere il mare, il mare di livorno, perchè sono sicura che ci sarà sempre ( non credo che nel lasso di tempo che ci siamo dati avrà invaso la città...! ) e sarà sempre nelle abitudini, nella quotidianità, nel cuore dei livornesi, come lo è oggi e come lo era anche molto più di 50 anni fà. Il mare è ed è sempre stato vissuto dai livornesi in maniera fisica. Hanno bisogno di vederlo, annusarlo, ascoltarlo e toccarlo. Se al livornese togli mare e sole sente di aver perso qualcosa di "ancestrale". Non per tutti è così ma di sicuro lo è per una larga maggioranza e ciò porta a conseguenze e abitudini sociali, organizzative, comportamnetali che segnano e caratterizzano la nostra città.
Pensando al mare vissuto dai livornesi ho trovato la "certezza" che cercavo e il punto dal quale mi piacerebbe partire (o tener presente) in una visione che sicuramente sarà molto più complessa, articolata e (spero) non così scontata!

A lunedì,

Lucia

6 commenti:

  1. Quello che dici è sacrosanto lucia. Non è possibile pensare a livorno 2060 senza un forte rapporto con il mare. Nella nostra lista di parole, allora, a destra di IDENTIFICAZIONE aggiungerei: 1mare 2....
    luca df

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  2. non è affatto scontato ,secondo me ,il tuo approccio ...partire dal mare significa parlare del porto ,dei traffici,pesca,turismo.....etc,come sarà il mare? inquinato? più pulito?50 anni fà nel 1960 il mare era più pulito da una parte ma pieno di petrolio e colibatteri perchè non c'era depurazione....

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  3. ...quando parlavo di un collasso del sistema pensavo anche a quello...l'ambiente sarà fondamentale, non posso (o possiamo?) pensare ad un mare inquinato...tra 50 anni, la tutela ambientale deve essere più sentita e sostenuta con forza...già oggi siamo al limite, tra 50 anni il sistema ambiente avrà già subito un collasso ma anche una nuova partenza...ed il mare di livorno andrà di pari passo, almeno cosi sogno!!!

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  4. ...Immagino il mare di fronte alla città più colonizzato e sfruttato di adesso: strutture portuali, piattaforme offshore di tutti i tipi, alberghi galleggianti, pale eoliche ed altre cose che non riesco a visualizzare ...questo quello che temo...o forse questo sarà lo scenario ai tempi del collasso immaginato da marco.....quello che desidererei per il 2060 è un mare vissuto da tante barche a vela, tanti pescatori, tanti nuotatori...un mare sano, molto frequentato, molto studiato e compreso e, soprattutto, senza soluzioni di continuità con la terraferma...

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  5. ...quello che dici, Luca, è da me condiviso...spero succeda quello che pensi a proposito del mare...

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  6. Mi aggiungo anche io alla discussione. Noi abbiamo due tipi di prospettive il mare aperto e il mare interno delle darsene portuali e il livello dei canali da cui la città appare diversa. Non tutti i livornesi conoscono la loro città vista dal mare e vissuta lungo i canali e i diversi porticcioli. Tutte le volte che ho la possibilità di prendere il traghetto la fotografo, e terrei conto di tale punto di vista.
    Per luca, un mare più vissuto e conosciuto è ciò che avviene in Francia, attualmente invece la maggior parte di noi vive il mare in modo limitato, io ad esempio in estate lo evito il più possibile perchè lo ritengo non vivibile e poichè soggetto a continue piccole aggressioni che ne hanno trasformato i luoghi, andando a diminuire gli spazi per camminare ad esempio.

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