Pensieri, idee, riflessioni, visioni e progetti sulla Livorno del 2060 di un gruppo di architetti e artisti livornesi (e non solo).

venerdì 12 novembre 2010

funzionaaaa!! dicevo, per i semi di alberi e piante mediterranee non ci son problemi, basta far una bella passeggiata nel bosco e si raccolgono, ora in qs periodo è pieno di ghiande di leccio, cerro e altre querce, e poi ci son i corbezzoli in frutto! Appena smette di piovere e ho un pò di tempo vado, son circondata di boschi quassù oltre che di nuvole! si possono lanciare qualcuno come seed bomb e seminarne altri in vaso con terriccio di bosco ricco di humus così siam sicuri che qualcuno germina e cresce!
Poi, ho trovato un articolo della repubblica del 4 ottobre 2010,sul mondo outlet, cioè dei "non luoghi" dei grandi centri commerciali, ecco, c'è una citazione o addirittura un libro del Marmugi che dice "Livornesi: mare, sole e ipercoop..." o qualcosa del genere, che ci conferma la tale mancanza di luoghi aggregativi in qs città tanto da delocalizzare il centro degli incontri o il passatempo per i bambini nel weekend in quei "santuari del superfluo", che sono "clonazione miniaturizzata del mondo-ipermercato sceneggiato" La mia idea di Livorno anni 2060 corre nella direzione opposta di quei non luoghi, è ritrovare come dice l'articolo "il centro della polis, dove si poteva trovare di tutto, dal tempio al mercato, dai rapporti umani ai contatti politici, dove trascorrere il tempo libero, andare a teatro,, godersi lo spettacolo dei prestigiatori e dei ciarlatani, ascoltare i musici di strada-cantastorie..". Non è che possiamo tornare indietro nel tempo, ma è per rendere l'idea di ciò che è perso, e in particolare riferendoci alla nostra città, dovremmo tornare a recuperare la nostra identità.. di pescherecci, mercati, muri sgarrupati, città che si apre ed accoglie tutti, dal carattere molto popolare e legata al mare, allo scambio, al viaggio, al dinamismo..
Per accogliere e facilitare gli incontri occorre un centro e spazio verde quindi via ai seed bombs!
e poi pensavo, per le aree incolte della città, di poter creare anche qualche spazio da coltivare a orto, dove anziani e pensionati e chiunque abbia un pò di tempo possa coltivare frutta e verdura, dove i bambini possano osservare da dove provengono le cose che mangiano e osservare i lombrichi che lavorano e fertilizzano la terra, dove creare un ponte tra passato e futuro...

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